Uganda, Kisoro, gorilla trekking nel Parco Nazionale della Foresta Impenetrabile di Bwindi
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Uganda, Kisoro, gorilla trekking nel Parco Nazionale della Foresta Impenetrabile di Bwindi

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Un’esperienza indimenticabile

Una delle giornate fondamentali dell’ East African Safari è sicuramente il giorno del gorilla trek nel Parco Nazionale della Foresta Impenetrabile di Bwindi.  Visto il costo dell’escursione che nel 2019, anno del nostro viaggio superava i 600 dollari, la prima cosa che voglio dire è che questa è stata una delle esperienze naturalistiche più affascinanti che ho vissuto e che quindi a mio parere sono soldi ben spesi.

Ho effettuato il viaggio “East African Safari” con Avventure nel Mondo nei mesi di settembre/ottobre 2019.

Si parte all’alba

Siamo partiti intorno alle 6:00 del mattino “colazionionati” da Kisoro per poter essere prima delle 08.00 al gate di partenza del parco dove per prima cosa si deve registrare il proprio arrivo (essendo i gorilla di montagna una specie in via di estinzione il turismo deve essere ben gestito e gli ingressi limitati: vengono concessi solo 72 permessi al giorno ed i gruppi possono essere composti al massimo di otto visitatori che sono autorizzati a seguire una famiglia di gorilla per un’ora o poco più).

Il trasferimento si è snodato attraverso colline ricoperte di piantagioni di tè e caffè, villaggi rurali, vegetazione tropicale e paesaggi incontaminati.

Abbiamo aspettato gli ultimi trekker e quindi con un po’ in ritardo è iniziato il briefing di uno dei responsabili della struttura che ci ha spiegato le regole a cui attenerci per proteggere i gorilla dalle malattie ed il comportamento da tenere in presenza dei gorilla in modo da non disturbarli eccessivamente con una prolungata presenza umana specie se inappropriata, al termine ad ogni gruppo di turisti è stata assegnata una famiglia di gorilla. La nostra famiglia si chiamava Bweza ed il nostro è diventato lo Bweza Group.

La nostra famiglia si chiamava Bweza ed il nostro è diventato lo Bweza Group.

Nel primo tratto di cammino, tappa di avvicinamento alla foresta più fitta, incrociamo gli abitanti locali intenti nelle loro attività, poi inizia la foresta pluviale tropicale di Bwindi  che si ritiene abbia più di 25.000 anni e che è sito patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1994 per la sua grande biodiversità.

la foresta pluviale tropicale di Bwindi  che si ritiene abbia più di 25.000 anni e che è sito patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1994 per la sua grande biodiversità.

Qualche difficoltà per la pioggia dei giorni precedenti

Oltre al bastone da passeggio fornito gratuitamente ci è stato consigliato di portare molta acqua e qualche snack ( la lunch box l’abbiamo lasciata quasi tutti sulla jeep ) poiché il trekking è faticoso e può richiedere anche ore a seconda di come si muovono i gorilla in una foresta che a tratti è davvero fittissima ed impenetrabile, le guide che seguono le tracce dei Gorilla e i ranger che provvedono alla nostra incolumità si aprono la strada con il macete, nel nostro caso poi camminare non è stato affatto semplice, si scivolava, il terreno era fangoso per le piogge frequenti del periodo ed i tratti accidentati e ripidi, non erano “per tutti”, è stato provvidenziale l’aver portato guanti da giardino per proteggere le mani.

Le nostre guide sono state davvero cordiali e professionali, facendo un grande sforzo nei tratti più difficili nell’aiutare qualcuno di noi che altrimenti non sarebbe riuscito a portare a termine il trek.

Il Parco Nazionale della Foresta Impenetrabile di Bwindi ospita in completa libertà più della metà dei circa 600 Gorilla di Montagna rimasti sulla terra. Ho trovato in rete che qui ci sono più di 35 gruppi di gorilla noti, 15 dei quali sono quelli coinvolti ed ormai abituati ai  gorilla trekking.

Un’ora con i gorilla di montagna

Nonostante l’esiguo numero quasi sempre le guide riescono a raggiungerli, durante il trek si percepisce che conoscono il territorio occupato dalle famiglie di gorilla ed i luoghi dove è probabile trovarli impegnati a mangiare, sono esemplari “abituati” alla presenza dei turisti e generalmente non fuggono e come dicevo il loro territorio e’ piu’ o meno definito ma nulla si da’ per scontato, così l’individuazione dei gorilla è garantita, al massimo se si è particolarmente sfortunati si corre il rischio di dover tornare il giorno dopo.

Nel momento in cui ci siamo trovati faccia a faccia con i gorilla, guidati dai ranger che ci hanno mostrato come gestirsi e comportarsi mentre ci si trovava con loro, siamo stati ampiamente ripagati della fatica fatta trascorrendo un’ora osservandoli, con quegli atteggiamenti ed espressioni quasi umane, a volte commoventi, fotografandoli, vedendo il comportamento dei piccoli gorilla, delle mamme protettive e più di tutti quello del “Silverback” il maestoso gorilla dominante nel loro habitat naturale. 

Se qualsiasi disagio è stato rapidamente dimenticato sicuramente rimarranno in noi indelebili nel tempo le emozioni vissute nella giornata del nostro gorilla trek nel Parco Nazionale della Foresta Impenetrabile di Bwindi. .

Ho pubblicato un altro articolo sul viaggio East African Safari: East African Safari, la grande traversata.

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