Shah-In-Shah ed il Mausoleo di Khomeini
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Shah-In-Shah ed il Mausoleo di Khomeini

La galleria delle mie foto in riproduzione automatica, anche a scorrimento tramite frecce da Pc o touch con telefono si apre in pochi istanti qui sotto

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In questa mappa si possono visualizzare alcuni filmati realizzati in siti dell’Iran che abbiamo visitato nel nostro viaggio e che sono di grande rilevanza storica e artistica.

Ho effettuato il viaggio “Iran Suite” con Avventure nel Mondo nel mese di giugno 2015.

Ryszard Kapuscinski

Ryszard Kapuscinski ha lavorato fino al 1981 come corrispondente estero dell’agenzia di stampa polacca Pap, i suoi numerosi libri-reportage lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Qualche dato in più sul famoso reporter su Wikipedia.

Nell’anno drammatico per l’Iran che va da gennaio 1978 al febbraio 1979, l’anno della rivoluzione khomeinista, Kapuscinski è in Iran per uno dei suoi più brillanti e memorabili reportage.

Al lavoro nella sua stanza d’albergo, ingombra di giornali, di ritagli, di foto, filmati e nastri registrati, procede con appassionante capacità narrativa alla complessa ricostruzione storico-giornalistica del lento ma inesorabile procedere degli avvenimenti che hanno portato alla rivoluzione khomeinista.

Khomeini

C’è un passo di Ryszard Kapuscinski nel suo “Shah-In-Shah” edito da Apple Books in cui c’è una descrizione di Khomeini che mi ha colpito:

“Khomeini sta sempre a Qom, non va mai nella capitale o in altri posti, non visita luoghi né incontra persone. Prima abitava con la moglie e i cinque figli in una casupola lungo un’angusta stradina sterrata, percorsa al centro dal canale di scolo. Ora si è trasferito poco lontano, nella casa della figlia; si mostra, dal balcone prospiciente la strada, alla gente venuta a vederlo”

“Khomeini conduce una vita ascetica: si nutre di riso, yogurt e frutta, abitando in una sola stanza spoglia e senza mobili, eccetto un giaciglio sul pavimento e una pila di libri. E’ qui che, seduto su una coperta stesa per terra, la schiena appoggiata alla parete, riceve gli ospiti, delegazioni ufficiali straniere comprese. Dalla finestra vede le cupole delle moschee e il vasto cortile della madrasa, un chiuso mondo di mosaici color turchese, di minareti verdazzurri, d’ombra e frescura. Dalla mattina alla sera è un viavai continuo di ospiti e postulanti. Nei brevi attimi di pausa Khomeini va a pregare oppure resta in casa, dove dedica qualche tempo alla riflessione o a un breve riposo, cosa più che naturale per un vecchio di ottant’anni.”

Shah-In-Shah

A dir la verità Kapuscinski in questo libro ha descritto più il periodo dello Scià rispetto alla rivoluzione di Khomeini, descrive il governo, non certo di specchiata democrazia dello Scià in maniera dettagliata ed il procedere degli avvenimenti che hanno portato il progressivo rifugiarsi del popolo nelle moschee, tra le braccia dei mullah e dell’islam, unica istituzione ritenuta in grado di offrire protezione dalla violenza cieca del potere centrale di Teheran. Sono tante le storie che Kapuscinski ci racconta in Shah-In-Shah, ma del fortissimo contrasto tra la vita opulenta dello scià Reza Pahlavi e la vita morigerata di Khomeini, anche se non messe in diretta contrapposizione nel libro, mi è rimasto un ricordo indelebile.

Il Mausoleo di Khomeini

Il santuario dell’Imam Khomeini si trova a circa 10 chilometri da Teheran sulla strada che dalla capitale porta a Qom, la città delle cinquecento moschee e delle massime scuole teologiche. L’altezza delle torri, 91 metri, rimanda all’età in cui morì, il numero dei tulipani che ornano la cupola centrale 72 quello dei seguaci dell’Imam Hossein trucidati a Kerbala nel 680 d.C. (il tulipano è un simbolo iraniano del martirio), il martirio dopo il quale lo sciismo si fece scisma permamente e religione a sé. 

Costruito subito dopo la morte di Ruhollah Khomeini, è dedicato al “padre” della Rivoluzione islamica, di cui ospita i resti. Meta di pellegrinaggio, rappresenta il simbolo del potere teocratico della Repubblica iraniana.

All’interno della struttura monumentale, l’urna di Khomeini trova posto nella navata centrale, sotto la cupola d’oro, ed è protetta da una cancellata su cui i pellegrini sono soliti poggiare il capo nell’atto di pregare.

Quando l’abbiamo visitato era in avanzato stato di costruzione. Nel progetto sarà il fulcro di un complesso sparso su 20 chilometri quadrati per lo sviluppo del quale il governo iraniano ha dedicato 2 miliardi di dollari. 

Come ho già detto sono rimasto molto colpito dalla descrizione fatta da Kapuscinski della figura di Khomeini e mi piacerebbe davvero sapere cosa penserebbe l’Imam di questo progetto.

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